Ti sei svegliato una mattina e quando hai toccato il suolo hai notato un dolore molto forte nella pianta del piede o del tallone e che gradualmente diminuisce nel corso della giornata?
Dunque, se questo è il tuo caso, potrebbe trattarsi di fascite plantare che è una fascia di tessuto fibroso che va dal calcagno (il tallone) all’area del metatarso (sotto le dita) e che protende all’infiammazione.
La fascia plantare ha una importante funzione biomeccanica quando si cammina ed insieme ad altre strutture del piede, è responsabile di:
- Mantenere eretto l’arco plantare
- Assorbire e restituire l’energia prodotta quando il piede appoggia al suolo
- Proteggere i metatarsali ed evitare un’eccessiva flessione dorsale delle dita
Principalmente la fascite plantare, o infiammazione della fascia, è una patologia abbastanza frequente nel mondo sportivo (corridori, atleti, giocatori di calcio, etc.), sebbene possa comparire anche dopo i 45 anni soprattutto nelle persone con uno stile di vita troppo sedentario.
Come identificare la fascite plantare?
Il sintomo principale si manifesta con un dolore acuto nell’area interna del tallone definita meglio come zona di inserimento della fascia plantare.
Il dolore di solito è più intenso ai primi passi che facciamo quando ci alziamo poiché la fascia durante la notte diminuisce della sua capacità elastica. Una volta che abbiamo camminato un po’, la fascia si dilata sistematicamente e il disagio tende a diminuire.
Nel caso degli atleti, nelle fasi iniziali della fascite, il dolore può presentarsi solo al mattino ma anche subito dopo l’attività sportiva.
Dobbiamo tenere presente che al comparire dei primi sintomi è importante prendere misure cautelative e rivolgersi ad un professionista podologo poiché la probabilità che la fascite si acutizzi rapidamente è sempre alta.
Le cause possono insorgere da alcuni fattori e spesso combinati tra loro
La fascite plantare colpisce spesso le persone che presentano già alcune patologie come quella del piede cavo (arco plantare più alto del normale) e quella dei piedi valghi (piedi che tendono a collassare verso l’interno).
Sostanzialmente vi è un aumento della tensione generata nella fascia plantare dovuta alla forma del piede, al modo di camminare o entrambi gli aspetti insieme.
Poi, scarpe inadeguate, sovrappeso, debilitazione di alcuni muscoli della gamba e gli estensori meccanici applicati alle dita sono altre delle principali cause che favoriscono l’insorgere della fascite plantare.
Cosa prevede il trattamento per il recupero della fascia plantare
Per risolvere il dolore alla pianta del piede al centro e al risveglio è necessario effettuare trattamenti specifici e rivolti all’infiammazione viva, poiché è questa che deve essere trattata prontamente, agendo sulla diminuzione della tensione generatasi nella fascia plantare.
Se trattiamo la fase acuta della fascite, diminuendo l’infiammazione dell’inserzione della fascia, il paziente migliorerà nettamente ma è anche probabile che fermandosi solo a questa prima fase il dolore tornerà a manifestarsi entro un breve periodo di tempo. Per questo è fondamentale abbinare anche alcuni trattamenti fisioterapici mirati al rinforzo muscolare oltre a quello podologico.
Successivamente ai due trattamenti che abbiamo appena descritto sarà opportuno effettuare uno studio biomeccanico della marcia (camminata) per valutare se l’origine della fascite sia collegata a quest’ultima. In caso positivo si procede col progettare e realizzare una soletta personalizzata per fascite plantare.
Infine il paziente potrà scegliere le calzature più adeguate al suo caso e intraprendere la fase detta di mantenimento con la pratica di stretching, in modo da poter riiniziare le normali attività quotidiane o sportive ed evitando così una ricaduta.
